War Games: le più importanti battaglie della storia cinese - La guerra dei Cavalli Celesti


In questa nuova rubrica raccontiamo le più importanti battaglie della storia cinese. Iniziamo con la Guerra dei Cavalli Celesti, combattuta nel 102 a.C. tra gli Han e i Dayuan.


Contesto storico

Intorno al 150 a.C., l'Impero Han è uno dei più ricchi e potenti imperi al mondo. L'unica minaccia che frena il loro dominio si trova ai confini nord dell'Impero. I Xiongnu (匈奴, Xiōngnú), confederazione di tribù nomadi, secondo alcuni storici antenati degli Unni, che da decenni invadono e saccheggiano i territori settentrionali dell'Impero, prendendo ostaggi ed esigendo tributi. L'Imperatore Wu (漢武帝, Hàn Wǔdì) comprende che l'unico modo per sconfiggere i Xiongnu è quello di cercare alleati a ovest. Manda quindi il diplomatico Zhang Qian (張騫, Zhāng Qiān) a cercare alleati negli inesplorati territori occidentali.

Zhang Qian parte per la sua missione

Le cause della guerra

La missione di Zhang Quan incontra innumerevoli ostacoli. Partito nel 138 a.C. con l'obiettivo di convincere gli Yuezhi (月氏, Yuèzhī), popolo dell'Asia centrale, a unirsi agli Han contro i Xiongnu, viene subito catturato dai nemici. Rimane prigioniero per 13 anni prima di riuscire a scappare. Dopo la fuga riesce effettivamente a raggiungere i territori degli Yuezhi, che però non sono interessati ad allearsi con gli Han contro i Xiongnu. A questo punto Zhang Quan, prima di tornare a casa, visita il territorio della Battria, popolata dai Dayuan (大宛, Dàyuān), i "grandi Ioni", popolazione di origine greca. Qui, nella Valle di Fergana, ha l'occasione di osservare la potenza dei cavalli di Fergana. Tornato a corte, racconta all'Imperatore di queste terre, di queste popolazioni e soprattutto di questi cavalli, fondamentali secondo lui per sconfiggere i Xiongnu. L'imperatore manda quindi un emissario a Alexandria Eschate, capitale dei Dayuan, per acquistare i cavalli di Fergana. I Dayuan non solo non accettano l'offerta, ma uccidono l'emissario. Inizia la guerra.


I protagonisti


Zhang Qian

Nato nella provincia dello Shaanxi, fu il primo diplomatico a riportare fondamentali informazioni sull'Asia Centrale, incluse informazioni sui territori greco-battriani, ultimi avamposti dell'Impero Macedone, e sull'Impero Partico. Le sue descrizioni furono fondamentali per la conquista dei territori dell'odierno Xinjiang. Non solo, dai suoi viaggi nell'Asia centrale riportò anche l'Alfalfa, l'erba Spagna così importante per il nutrimento dei cavalli. Oggi Zhang Qian è considerato un eroe nazionale per il suo ruolo chiave nella creazione di quella che sarà la Via della Seta. La sua biografia viene inclusa nella Tavola degli eroi impareggiabili (無雙譜, wúshuāngpǔ), libro di xilografie del 1694 del pittore Jin Shi (金史, Jīnshǐ) che contiene le biografie e i ritratti immaginari di 40 importanti personaggi cinesi dalla dinastia Han alla dinastia Song.


I Dayuan

Durante la sua espansione in Asia, Alessandro Magno aveva fondato moltissime città, abitate poi dai suoi veterani. La città più a est fu fondata nella Valle di Fergana, l'odierno Tajikistan, e fu chiamata Alexandria Eschate, letteralmente "La più lontana Alexandria". Questa fondazione segna l'inizio dell'influenza greca in Asia Centrale che durò per circa 300 anni. Nel 250 a.C, i greci dell'est, conosciuti come Greco-Battriani, dichiarano l'indipendenza e creano il Regno Greco-Battriano.

"I Dayuan occupano i territori a sud-ovest dei Xiongnu, a circa 5000 km a ovest della Cina. Arano la terra e coltivano riso e grano. Fanno il vino dall'uva. Amano il loro vino così come i loro cavalli amano il loro alfalfa. Vivono in case all'interno di città fortificate. Ci sono circa settanta città nella regione. Gli abitanti parlano dialetti diversi ma riescono a comunicare tra loro. Hanno occhi profondi, barbe e baffi folti. Sono esperti nel commercio e rispettano molto i consigli delle donne. Non sono bravi guerrieri e hanno paura della guerra". Queste le parole usate da Zhang Qian per descrivere i Dayuan (citazione dallo Shiji, Le memorie di uno storico).


Dei Greco-Battriani lo storico Strabone scrisse: "Essi estesero il loro impero fino ai Seri"


I Tocari

I Tocari erano un popolo di lingua indoeuropea che abitavano il bacino del fiume Tarim, nell'odierna provincia del Xinjiang. Quelli che prima erano semplici insediamenti si trasformarono intorno al secondo secolo avanti Cristo in stati oasi. La prima testimonianza scritta di questi stati oasi si trova nel Libro degli Han (汉书, Hànshū), che elenca 36 stati oasi che servivano da stazione di sosta nelle vie commerciali che passavano a nord e a sud del deserto del Taklamakan.

Antica raffigurazione dei Tocari

I cavalli di Fergana

Razza equina originaria della Valle di Fergana, in Asia centrale, il cavallo di Fergana è anche conosciuto come il "cavallo celeste" in Cina o il cavallo niseano in Occidente. Statue e dipinti cinesi, così come raffigurazioni su monete greco-battriane, indicano come questi cavalli avessero zampe corte e potenti e folte creste. Le zampe anteriori nelle raffigurazioni cinesi sono molto dritte, caratteristiche simili a quelle del cavallo Guoxia dell'attuale Cina. Secondo la tradizione, questi cavalli sudavano sangue, dando origine al nome: "cavalli suda sangue". Studiosi moderni credono che il parassita Parafilaria multipapillosa, molto presente nelle steppe dell'Asia centrale e che si nutre di sangue equino causasse il fenomeno del sudore che si mescola al sangue durante il lavoro dei cavalli.


Nello Shiji troviamo questo paragrafo riguardo al cavallo di Fergana:


"Qualche tempo prima l'imperatore aveva divinato dal Libro dei Mutamenti e gli era stato detto che "i cavalli divini sarebbero dovuti apparire" da nord-ovest ". Quando i Wusun arrivarono con i loro cavalli, che erano di tipo eccellente, li chiamò "cavalli celesti". Più tardi, tuttavia, ottenne i cavalli che sudano sangue dal Dayuan, e quest ultimi erano ancora più resistenti. Quindi cambiò il nome dei cavalli Wusun, chiamandoli "cavalli dall'estremità occidentale", e usò il nome di "cavalli celesti" per i cavalli di Dayuan."


Il termine "cavallo celeste" (天馬, tiānmǎ) è molto importante nella mitologia cinese.


I luoghi


Il bacino del fiume Tarim e il deserto di Taklamakan

Il bacino idrografico del Tarim è il più grande bacino endoreico del mondo. Circondato da numerose catene montuose, Tian Shan a nord, la catena del Pamir a ovest e i Kunlun a sud, si trova nella regione autonoma del Xinjiang nella parte più occidentale della Repubblica popolare della Cina. Una gran parte del bacino è occupata dal deserto di Taklamakan. L'area è abitata dagli Uiguri e da altre popolazioni d'Asia centrale, ma conosce una recente immigrazione di Cinesi provenienti da altre regioni del paese.

La valle di Fergana e Alessandria Eschate

La valle di Fergana è una regione della catena del Tian Shan in Asia centrale che si estende nell'Uzbekistan orientale, Kirghizistan meridionale e Tagikistan settentrionale, la più fertile e densamente popolata della regione.

Alessandria Eschate fu fondata da Alessandro Magno nel 329 a.C. Si trovava nella parte sud-occidentale della valle di Fergana, sulla sponda meridionale del fiume Iaxartes (oggi chiamato Syr Darya), sul luogo dell'odierna città di Chujand, in Tagikistan.



l'Imperatore Wu

La guerra

Nella prima spedizione del 104 a.C., le truppe Han, guidate dal generale Li Guangli, arrivarono nel bacino del fiume Tarim senza scorte alimentari. I capi Tocari degli stati oasi rifiutarono di consegnare le loro provviste agli Han. Ne seguirono scontri che risultarono in un indebolimento delle truppe di Li Guangli, che decise quindi di tornare indietro. Gli ufficiali di corte erano tutti d'accordo che non andavano spesi soldi per finanziare un'altra spedizione, ma che convenisse concentrare tutti gli sforzi, umani e finanziari, in una guerra contro i Xiongnu. Ma l'Imperatore Wu, convinto che l'abbandono della missione avrebbe sminuito il prestigio cinese nelle popolazioni dell'Asia centrale, diede in mano a Li Guangli un esercito composto da 60000 mercenari e battaglioni di disciplina, chiamati "I cattivi ragazzi" (惡少年, èshàonián), 30000 cavalli, e, come scorta alimentare, 120000 tra buoi, asini e cammelli. Di fronte a tale dispiegamento di forze tutti gli stati oasi si arresero immediatamente. Appena iniziato l'assedio di Alexandria Enschate la cavalleria dei Dayuan fu facilmente sterminata dagli arcieri cinesi. Intanto gli ingegneri Han avevano deviato il corso d'acqua che scorreva attraverso la città, lasciando i Dayuan, privi di pozzi, senza scorte d'acqua. Dopo quaranta giorni d'assedio, gli Han sfondano le mura della città e catturano il generale nemico. A quel punto i nobili greco-battriani, ormai sconfitti, uccidono il loro re, offrendone la testa a Li Guangli, e offrono i loro preziosi cavalli e le loro provviste in cambio della fine delle ostilità. Minacciano di uccidere tutti i loro cavalli nel caso che la loro proposta non sia accettata. Gli Han accettano e prendono 3000 cavalli Fergana. Inoltre mettono sul trono di Alexandria Enschate un sovrano fantoccio.


Conseguenze

Le principali conseguenze di questa guerra furono: il rafforzamento dell'esercito Han grazie all'acquisizione dei cavalli Fergana; la creazione del Protettorato delle Regioni Occidentali (西域都护府, Xīyù Dūhù Fǔ), con la sottomissione di tutti gli stati oasi del bacino del Tamir;

il porre le basi per quella che diventerà la Via della Seta. Nel video che segue, un chiaro riassunto degli eventi:



Vi lasciamo con una poesia attribuita all'Imperatore Wu. Scritta per celebrare la vittoria contro i Dayuan, e dedicata ai Cavalli Celesti:


"I Cavalli Celesti stanno arrivando, arrivano dal lontano Occidente.

Hanno attraversato le Sabbie Fluide, abbiamo sconfitto i barbari.

I Cavalli Celesti stanno arrivando, Giove è nel Drago,

se decidessero di librarsi verso l'alto, chi sarebbe in grado di tenere il loro passo?

Mi porteranno alla Montagna Sacra di Kunlun.

I Cavalli Celesti sono arrivati e il Drago li seguirà.

Devo raggiungere il Cielo, devo vedere il Palazzo di Dio"