Una lingua mitica! Xiang Yu e Liu Bang, altro che Peppone e Don Camillo!



Nella rubrica "Una lingua mitica!" racconteremo di tanto in tanto le storie curiose e pittoresche che si celano dietro a parole, detti o proverbi cinesi. Oggi scopriamo come la rivalità tra i leader ribelli Xiang Yu e Liu Bang abbia arricchito la lingua cinese.


Contesto storico

Tra il 206 e il 202 avanti Cristo, tra la fine della dinastia Qin e l’inizio della dinastia Han, ci fu un interregno, chiamato “Disputa Chu-Han” (楚汉战争, ChǔHàn Zhànzhēng), in cui i due stati più forti, lo stato di Chu e lo stato di Han appunto, combatterono per la supremazia. I leader di questi due stati, rispettivamente Xiang Yu (項羽, Xiàng yǔ) e Liu Bang (劉邦, Liú Bāng), diedero vita a una rivalità così famosa da conquistare un posto preminente nell’arte, nella letteratura e nella lingua della Terra di mezzo.


Il banchetto a Hongmen

La Danza della Spada

Il primo episodio che vede protagonisti i due contendenti ed entrato nell’immaginario collettivo cinese è il Banchetto a Hongmen (鸿门宴, Hóngmén Yàn).


Un giorno, preoccupato dall’ascesa di Liu Bang, Xiang Yu organizzò a Hongmen, nei dintorni di Xianyang, nella provincia dello Shaanxi, un banchetto in onore dell’avversario, per poi avere l’occasione di ucciderlo.


Elenchiamo gli invitati al banchetto come fossero i personaggi di una pièce teatrale:


Xiang Yu: Leader dello stato di Chu

Liu Bang: Leader dello stato di Han

Zhang Liang (张良, Zhāngliáng): Consigliere di Liu Bang

Xiang Bo (项伯, Xiàngbó): Zio di Xiang Yu e amico intimo di Zhang Liang

Fan Zeng (范增, Fànzēng): Consigliere di Xiang Yu

Xiang Zhuang (项庄, Xiàngzhuāng): Cugino di Xiang Yu

Fan Kuai (樊哙, Fánkuài): Generale delle truppe Han


Mentre tutti gli astanti mangiano e bevono in allegria, Fan Zeng invita Xiang Zhuang a improvvisare la cosiddetta Danza della spada (舞剑, wǔjiàn). Xiang Bo, che considera Liu Bang un ottimo leader e non è d’accordo con l’imboscata, capisce le intenzioni di Fan Zeng e si unisce alla danza, frapponendosi tra il ballerino e il leader Han ogni volta che Xiang Zhuang sta per colpire Liu Bang. Fallito questo tentativo, Xiang Yu si convince che per prima cosa deve neutralizzare Fan Kuai. Lo fa bere molto e quando lo vede un po’ brillo gli offre un grosso pezzo di carne di maiale, spera così che per mangiarlo, il generale si liberi di scudo e spada. Fan Kuai infilza la carne con la punta della spada, la poggia sul suo scudo, e la taglia senza mai lasciare la presa di spada e scudo (per questa sua azione viene ancora venerato come il protettore dei macellai!). Capita l’antifona, Liu Bang, Zhang Liang e Fan Kuai, con la scusa di dover andare al bagno, riescono a fuggire a cavallo. Fan Zeng cerca di convincere Xiang Yu a seguire Liu Bang, ma Xiang Yu rifiuta, convinto ormai che Liu Bang sia un codardo, e quindi non più una minaccia.

Da questo episodio, rappresentato in molti romanzi, film (ricordiamo il film White Vengeance del 2011) e serie tv nascono quattro famosi modi di dire.


Il primo è 鸿门宴 (Hóngmén Yàn), letteralmente “il banchetto di Hongmen”, che si usa ancora oggi con il significato di “Tendere una trappola”.


Il secondo è 项庄舞剑,意在沛公 (Xiàng Zhuāng wǔjiàn, yìzài Pèigōng), letteralmente “Xiang Zhuang danza, ma pensa a Liu Bang”, che indica un’elaborata distrazione per poter far male a qualcuno.


Il terzo è 有一范增而不能用 (yǒu Fànzēng ér bùnéng yòng), letteralmente “avere un Fan Zeng, ma non usarlo”, si usa ancora oggi per descrivere una decisione presa senza ascoltare i consigli di chi ha più esperienza.


Il quarto deriva dalla descrizione della personalità di Xiang Yu: 有勇无谋 (yǒu yǒng wú móu), che si utilizza per descrivere un uomo coraggioso, ma non molto astuto.


Uno dei “36 stratagemmi”

Per raccontare il secondo episodio legato ai due contendenti, dobbiamo ricordare come durante il quarto secolo avanti Cristo, per collegare le attuali province di Shaanxi e Sichuan, furono costruite una rete di strade di assi di legno sopraelevate e gallerie che attraversavano i monti. Questo sistema era chiamato Shu Dao (蜀道, Shǔdào), la strada per Shu, antico

nome del Sichuan.


Durante la Disputa Chu-Han, Liu Bang aveva fatto distruggere la Shu Dao in modo da non essere inseguito dai nemici. Un giorno, per distrarre Xiang Yu e attaccarlo alle spalle, fece vedere alle spie di Chu come lui e il suo esercito fossero impegnati nella ricostruzione delle strade, mentre un manipolo di uomini, guidati dal generalissimo Han Xin (韩信, Hán Xìn), attaccarono alle spalle il nemico, conquistando la città di Chencang, l’attule Baoji.


Questo astuta tattica entrò a far parte del trattato di strategia militare pubblicato durante la dinastia Ming e chiamato I 36 stratagemmi (三十六计, sānshíliù jì).


La frase “Ripara apertamente le gallerie, ma intrufolati nel passaggio per Chencang" (明修棧道,暗渡陳倉, Míng xiū zhàn dào, àn dù chén cāng) viene ancora usata oggi per descrivere un diversivo che distragga l’avversario.


La battaglia di Gaixia

La Battaglia di Gaixia

Anche dallo scontro finale tra i due rivali possiamo ricavare due modi di dire usati ancora oggi.


Nel 202 avanti Cristo, Liu Bang vince, nell'attuale provincia dell'Anhui, la Battaglia di Gaixia (垓下之战, Gāixià zhī zhàn) e diventa imperatore della Cina e fondatore della dinastia Han.


Durante la battaglia, le truppe dello Stato di Chu cominciarono a non avere più viveri e questo fu un duro colpo al loro morale e alla loro lealtà. Liu Bang e Han Xin cercarono di sfruttare la situazione accerchiando le truppe nemiche e facendo intonare ai loro soldati i canti tradizionali Chu, con testi "corretti" per far credere che Chu fosse già stata invasa. I soldati Chu, presi dallo sconforto e sentendo la mancanza di casa, abbandonarono Xiang Yu.

Xiang Yu, già disperato per la morte della consorte Yu, dopo aver liberato il suo fedele destriero Zhui, nonostante avesse la possibilità di tornare a casa, decise di suicidarsi, non sopportando la vergogna e il peso della sconfitta.

Da questa storia nascono le frasi 无颜见江东父老 (wúyánjiàn Jiāngdōngfùlǎo), letteralmente “non volersi ritirare a est del fiume”, usata per indicare il comportamento di chi non vuole tornare a casa per la vergogna; e la frase 四面楚歌 (sìmiàn Chǔgē), letteralmente “si odono canzoni Chu da ogni dove” che indica l’essere depressi e non avere più speranza, essere circondati dal nemico.

La redazione di BYD, nel ringraziare questi due guerrieri per averci dato così tanto materiale, li ricorda con due poesie che loro stessi scrissero.

Xiang Yu, sua moglie e il suo destriero

Xiang Yu scrive “La canzone di Gaixia”(垓下歌, Gāixià gē ) poco prima di suicidarsi.


力拔山兮氣蓋世 (lì bá shān xī qì gài shì)

La mia forza dominava le montagne e la mia potenza oscurava il mondo

時不利兮騅不逝 (shí bù lì xī zhuī bù shì)

Ma il tempo è contro di me e Zhui non corre più

騅不逝兮可奈何!(zhuī bù shì xī kě nài hé)

Se Zhui non corre più, cosa posso fare?

虞兮虞兮奈若何!(yú xī yú xī nài ruò hé)

Oh, Yu, oh, moglie mia, quale sarà il tuo destino?

Liu Bang torna a casa

Liu Bang scrive “La canzone del grande vento” (大風歌, dàfēng gē) quando dopo anni di battaglie tornò alla sua città natale.


大風起兮雲飛揚 (dà fēng qǐ xī yún fēi yáng)

Arrivò un grande vento, e le nuvole si alzarono alte

威加海內兮歸故鄉 (wēi jiā hǎi nèi xī guī gù xiāng)

Ora che domino terre e mari, sono tornato al mio villaggio

安得猛士兮守四方! (ān de měng shì xī shǒu sì fāng)

Dove posso trovare uomini coraggiosi che difendano i quattro angoli del mio dominio?







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