Xiao Pang e Luanqibazao



Un racconto breve ispirato da un brano di Tom Waits e dagli eventi del tragico terremoto del Sichuan del 2008.

Di Fernando Fidanza.

Click...click...niente. Manco una scintilla. Finire le sigarette non è l'incubo peggiore di tutti i fumatori, un mozzicone da qualche parte lo si trova sempre, l’incubo vero è avere le sigarette e ritrovarsi senza accendino. Specialmente dopo che un tassista ti ha fregato sul prezzo e ti ha lasciato in piena notte in mezzo alla campagna del Sichuan. Tredici anni passati qui in Cina e ancora mi faccio infinocchiare da questi maledetti tassisti. E allora eccomi qua, perso in una stradina buia tra campi di non so cosa, alle due di notte, intabarrato nel mio cappotto, stanco e un po' brillo dopo il mio concerto in un locale, chitarra e zaino in spalla, vento gelido in faccia e soprattutto nessuna idea di dove passare la notte. Cosa potrebbe andare peggio? Potrebbe piovere. E invece inizia a nevicare. Dopo aver percorso un centinaio di metri trovo riparo nell’androne di un vecchio edificio mezzo distrutto. ‘Scuola Elementare Numer…’ leggo su quello che rimane di una targa di metallo arrugginita, rimasta attaccata per miracolo a una parete con delle crepe così. Click...niente...click...niente...


"Ehi, amico, ti serve un accendino?" Un cigolio sinistro e una lucina fioca accompagnano questa domanda. Tra i fiocchi di neve nella calotta notturna vedo emergere a poco a poco una sagoma sproporzionata e grottesca. Un ragazzetto corpulento, peserà più di 100 chili, si ferma davanti a me in sella a una bicicletta che è la quintessenza del fai da te. Il manubrio è un manico di scopa con delle maniglie create con del nastro adesivo bianco. Le ruote sono diverse sia in grandezza che in spessore; quella davanti piccola e spessa, quella posteriore grande e sottile. I pedali sono fatti con le metà anteriori di due sandali da spiaggia. Il sellino è invece uno sgabello tondo da batterista, il ‘fanalino’ è una torcia a pile attaccata alla bici con lo spago. Solo il telaio e la catena, tutti arrugginiti, sembrano essere stati parte, in un tempo che fu, di una bicicletta.

“Piacere, io sono Xiao Pang (Ciccio)”, mi dice quel ragazzetto porgendomi l’accendino “e questa qui è Luanqibazao (Accrocco), la mia bici, e l’ho costruita io”.

Il suo volto affabile mi rilassa all’istante, mi accendo la sigaretta e ridendo rispondo:

“Nomi più che…appropriati! E grazie per l’accendino.”

“Hai proprio ragione, — dice Xiao Pang, lasciandosi scappare una risata—Ma cosa ci fai qui da solo così tardi?” “Ho litigato con un tassista che mi ha lasciato qui e non so dove passare la notte…”

“Dai, - mi fa lui con un cenno della mano - ti accompagno io. Qui vicino c’è la locanda del signor Zhou, che affitta camere molto economiche e fa la migliore grappa di tutta la zona: vedrai, ti farà passare il freddo”

“Dici sul serio? Grazie…Xiao Pang. Grazie davvero”


Lungo la strada iniziamo a raccontarci le nostre storie. La mia la finisco in due minuti, e poi inizia lui. Mi racconta che un giorno quando era piccolo, all’improvviso il padre se n’è andato via di casa ed è stato cresciuto dalla madre che fa la donna delle pulizie in un ospedale. Soprattutto ci tiene a sottolineare che non è stupido. Me lo dice una, due, tre volte di seguito. E mi dice una, due, tre volte di seguito che grazie a Luanqibazao finalmente ora tutti lo rispettano in paese. Dai suoi discorsi si capisce che per qualche ragione a lui non chiara, i suoi pari età lo schivano, mentre i bambini della zona, dice, “Mi sorridono e sono sempre gentili con me. Io gli voglio davvero tanto bene”. E questa cosa me la ripete almeno cinque volte. D’un tratto Xiao Pang si ferma e mi indica due lanterne rosse in lontananza, “Ecco, dice, quella è la locanda del signor Zhou. Io adesso devo tornare a casa che mia madre è da sola e si preoccupa se faccio troppo tardi. Prendi questi soldi e fatti un bicchiere di grappa alla mia salute e ricordati di dire al signor Zhou che la grappa te la offre Xiao Pang”.

Ancora intontito dal gesto di Xiao Pang riesco solo a mormorare un misero: “Ciao…e grazie”.


Mentre mi avvio di buon passo verso la locanda sento il cigolio di Luanqibazao affievolirsi, poi mi volto, e di Xiao Pang non c’è già più traccia.

Nella locanda c’è una manciata di clienti, e dopo essermi scrollato di dosso la neve dal cappotto, noto che gli occhi degli astanti sono tutti su di me. Con tutta probabilità sono il primo occidentale che entra in questo posto. Mi faccio coraggio, mi dirigo verso il bancone e chiedo del signor Zhou. “Eccomi, come posso aiutarti, compagno?” “Vorrei una stanza per la notte, la più economica che avete se possibile… ma prima vorrei bermi un bicchiere della vostra famosa grappa. Me l’ha raccomandata un suo vecchio amico che ho incontrato poco fa: si chiama Xiao Pang”. Finito di pronunciare quel nome, di botto, nella locanda cala il silenzio. E i volti dei presenti, arrossiti dalla grappa e dal lavoro nei campi, impallidiscono.

“Ho detto qualcosa di male?” dico sorpreso con un sorrisetto nervoso. “No, compagno, niente…niente. Succede di tanto in tanto” mi dice il signor Zhou, e porgendomi un bicchierino di grappa mi dice:

“Ma perchè non ci siediamo? Vieni, vieni che ti racconto una storia.”

Il signor Zhou mi fa accomodare su una sedia di fronte a un tavolino in plastica bianca e dopo essersi versato un bicchiere di grappa mi si siede accanto.



Vedi, amico, devi sapere che Xiao Pang è nato, come dire, un po’ diverso dagli altri bambini del posto…è nato un po’ lento per così dire, e sin da piccolo gli altri bambini lo canzonavano. Crescendo la situazione è peggiorata e quelle pesti non solo lo prendevano in giro ma gli davano anche un sacco di botte, e lui, per la sua mole, non riusciva mai a svignarsela in tempo. Ma un bel giorno, a Xiao Pang è venuta un’idea. Sai, lui girava sempre in zona raccogliendo di tutto, robaccia, ciarpame, scarti: un pezzo di legno qui, mezzo tubo di ferro là...Insomma, un bel giorno si è presentato in paese in sella alla sua Luanqibazao, e in pratica quella cosa…quella bicicletta fatta in casa gli ha cambiato la vita. Grazie a Luanqibazao riusciva sempre a scappare dai bulli, ma soprattutto ha cominciato ad aiutare tutti in paese. Da quella bici non scendeva mai. Girava come una trottola per andare a fare la spesa per gli anziani, a fare commissioni a chi serviva, mi aiutava a consegnare la grappa negli altri ristoranti e soprattutto accompagnava i bambini a scuola. Oh, quanto gli piaceva accompagnarli! E quelli tutti precisi e obbedienti in fila dietro a Luanqibazao. Grazie al suo buon cuore e a Luanqibazao, Xiao Pang è diventato una delle persone più amate del paese, tutti i bulli lo hanno lasciato perdere e nessuno ha più osato prenderlo in giro, ché se lo avessero fatto se la sarebbero dovuta vedere con tutti gli adulti del paese.

Poi quel giorno c’è stato il terremoto e la scuola è stato uno dei primi edifici a crollare. Xiao Pang ci si è precipitato subito, prima di tutti, in sella a Luanqibazao e, che il cielo lo benedica, quanti bambini ha salvato quel giorno…10? 15? Se ne metteva due o tre sulla bici e li portava dritto qui, avanti e indietro, avanti e indietro, sembrava un ossesso! Ma poi ci fu quella scossa, la più forte, e un blocco di cemento piombò dritto su Luanqibazao. Xiao Pang ci ha provato in tutti i modi e non riusciva a tirarla via, e tutti i bambini lì dietro disperati a gridargli di lasciarla e scappare con loro. Ma per Xiao Pang quella non era una semplice bicicletta, era la sua alleata più fedele, una parte di sé, la speranza. E poi, d’un tratto, è crollato il soffitto.”


Il signor Zhou fa una pausa, sorseggia la grappa e riprende:

“Sono passati dieci anni ormai, ma vedi compagno, di tanto in tanto, quando capita che qualcuno sia in difficoltà vicino alla scuola, Xiao Pang e Luanqibazao ritornano per aiutarlo. E allora…stasera la grappa te la offro io e mi piacerebbe che conservassi i soldi che ti ha dato Xiao Pang come un suo ricordo. E magari ogni tanto racconta questa storia ai tuoi amici, la storia di un ragazzino e della bicicletta che gli ha cambiato la vita, la storia di Xiao Pang e di Luanqibazao.”

Per approfondire...


12 Maggio 2008, il terremoto del Sichuan, da Wikipedia.


Ascolta Big Joe and Phantom 309, il brano di Tom Waits che ha ispirato questo racconto breve (dall'album Nighthawks at the Diner, 1975). Il brano di Tom Waits è una cover della canzone Phantom 309, eseguita da Red Sovine nel 1967.

© Buyiding 2020. Tutti i contenuti scritti di questo sito sono proprieta' esclusiva di Buyiding.